Si può fare design per l’anima oltre che per il corpo? Intrecciare intensità poetica e performance tecniche?
Saba ha dato un nome a questo percorso di ricerca: “Ergonomia emotiva”.

Oggetti di uso comune ma dal forte potere evocativo, attraverso il quale ognuno immagina più di ciò che vede. Una narrazione che riconduce la razionalità della materia alla magia delle emozioni.

 

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